Come lavora il sistema immunitario?
È importante mantenere sia la salute che l’equilibrio dell’organismo. Ogni volta che ci si ammala, si apre un potenziale “buco” nelle nostre difese. Nel tempo l’immunità cellulo-mediata può diventare inadeguata o funzionare male. Ciò può portare ad una alterazione dell’omeostasi (equilibrio) e ad una alterazione dell’ambiente che induce cambiamenti nel metabolismo cellulare che possono portare a mutazioni genetiche e a trasformazione neoplastica (le cellule diventano tumorali) che ha come risultato una crescita anomala spesso maligna.
Il processo è generalmente abbastanza lento, può impiegare anni e passare attraverso varie fasi patologiche prima di arrivare alla manifestazione finale della malattia.
Per evitare questo, l’obiettivo dovrebbe essere quello di mantenere un organismo adeguatamente regolato; se riusciamo a mantenere efficiente il nostro sistema immunitario, a minimizzare la frequenza e gravità delle malattie e a ridurre i tempi di convalescenza, riusciamo a migliorare la nostra salute e qualità di vita.
Mantenere la salute è un compito piuttosto complicato; il nostro organismo possiede un complesso sistema di protezione nei confronti degli invasori, chiamato sistema immunitario.
Il sistema immunitario ci protegge in diversi modi:
- Creando una barriera che previene l’entrata di microrganismi (virus, batteri, parassiti) nell’organismo
- Individuando ed eliminando i microrganismi che in qualche modo riescono a penetrare nell’organismo, prima che abbiano la possibilità di riprodursi e proliferare
- Eliminando quei batteri e virus che riescono a proliferare prima che il la carica diventi così elevata da costituire un pericolo per l’organismo
- Individuando le cellule cancerogene o comunque alterate ed eliminandole
La prima difesa del nostro sistema immunitario è costituita dalle barriere visibili quail la pelle e le mucose di occhi, naso e bocca. La pelle è dura e resistente all’accesso dei microrganismi, e secerne sostanze antimicrobiche. Le lacrime ed il muco contengono un enzima in grado di rompere la parete cellulare di molti batteri. Anche la saliva contiene sostanze antibatteriche, e, se qualche microrganismo riesce ad oltrepassare questa barriera, si trova a dover affrontare gli acidi dello stomaco che sono la barriera immediatamente successive e forniscono un altro livello di protezione.
La maggior parte di batteri e virus non riescono ad oltrepassare la prima linea di difesa, ma alcuni sono in grado di farlo, e, una volta penetrati nell’organismo, si trovano a dover affrontare il sistema immunitario che li riconosce e li attacca. Per la maggior parte delle persone le infezioni virali e batteriche sono la causa più comune di malattia. Le infezioni fanno generalmente il loro corso fino a che il sistema immunitario non è in grado di montare il sistema di difesa, “costruendo” un’immunità contro quei particolari invasori, distruggendoli e permettendo la guarigione dell’organismo.
Molto spesso tuttavia il sistema immunitario è in qualche modo sbilanciato per situazioni correlate a stress, stile di vita, alimentazione, farmaci etc.
Quail sono i componenti del sistema immunitario?
I principali componenti del sistema immunitario sono:
- Anticorpi – gli anticorpi (chiamati anche immunoglobuline o gammaglobuline) sono proteine con struttura a Y che rispondono a specifici batteri, virus o tossine grazie alla presenza di specifici antigeni e che sono prodotti da una sottopopolazione di globuli bianchi, i linfociti B. gli anticorpi sono in grado di legarsi alle tossine, inattivandole, e agli antigeni batterici o virali rendendoli individuabili per la distruzione e l’eliminazione. Gli anticorpi sono divisi in cinque classi e i loro nomi sono spesso abbreviati per comodità: ad esempio Immunoglobulina A è abbreviato in IgA. Le cinque classi sono costituite quindi da: IgA, IgD, IgE, IgG e IgM.
- Midollo osseo – il midollo osseo contiene i progenitori dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine. I globuli rossi, una volta formati nel midollo vengono convogliati nel circolo sanguigno. La maggior parte dei globuli bianchi invece raggiunge la maturazione in alter sedi. Il midollo osseo contiene quindi le cellule staminali precursori delle cellule del sangue; sono chiamate staminali perchè sono precursori di diversi tipi di cellule. A partire da una cellula staminale di possono ad esempio formare diversi tipi di globuli bianchi, a seconda della necessità.
- Sistema del complemento – se i microrganismi attraversano le barriere fisiche ed entrano nel circolo sanguigno, viene indotta un’attivazione “a cascata” di tutta una seri edi proteine chiamate proteine del complemento che li attaccano. Il sistema del complemento è costituito quindi da una serie di proteine sintetizzate dal fegato che circolano liberamente nel sangue. Le proteine del complemento sono attivate dagli anticorpi e collaborano con essi causando la lisi delle cellule estranee e segnalando ai fagociti che c’è nesessità di rimuovere i “detriti”. A differenza degli anticorpi che sono moltissimi e sono specifici per un determinato microrganismo, il complemento è sostituito da poche proteine che lavorano in modo aspecifico.
- Interferone – l’interferone è una citochina prodotta da varie cellule del nostro organismo, il cui compito è quello di creare segnali di attivazione tra le cellule. La produzione dell’interferone induce una risposta immunitaria che previene la replicazione virale e stimola la produzione di cellule Natural Killer (NK).
Citochine: sono molecole in grado di permettere una comunicazione tra le cellule del sistema immunitario che porta ad “orientarne” la risposta. Se l’invasore è un batterio o una tossina verranno prodotti determinate citochine che stimoleranno la risposta umorale (produzione di anticorpi); se l’invasore è un virus verranno sintetizzate alter citochine che indurranno la risposta cellulare. - Ormoni – sono molecole in grado di influenzare la risposta immunitaria; alcuni la stimolano o ne stimolano una parte, altri la deprimono, steroidi e corticosteroidi deprimono la risposta immunitaria.
- Organi linfoidi – comprendono il midollo osseo, il timo, i linfonodi, la milza, le tonsille, le adenoidi, l’appendice e le placche del Peyer dell’intestino. Di media nell’organismo circolano circa 1-2 litri di linfa.
Linfonodi: sono filtri che intrappolano i microrganismi e altri corpi estranei. Hanno eserciti di linfociti per affrontare gli invasori. I linfociti sono un tipo di globuli bianchi che neutralizzano o distruggono i microrganismi e possono ingrossarsi in corso di infezione. - Milza – la milza filtra il sangue alla ricerca di sellule estranee, ma ha anche il compito di rimpiazzare i globuli rossi vecchi. È un organo delle dimensioni di circa un pugno situato nell’area superiore sinistra dell’addome. Contiene due tipi di tessuto: la polpa rossa che ha il compito di eliminare i globuli rossi distrutti, e la polpa Bianca che contiene il tessuto linfoide. Diverse aree della milza si specializzano per la produzione di cellule immunitarie diverse. Quando i microrganismi vengono trasportati dal sangue nella polpa rossa, sono intrappolati dai macrofagi, un tipo di globuli bianchi
Timo: il timo è localizzato nel petto, tra lo sterno e il cuore. È responsabile della produzione dei linfociti Ted è importante per la maturazione dei linfociti T. - Globuli bianchi – i globuli bianchi giocano un ruolo importante nel sistema immunitario. Si tratta di un insieme di cellule diverse che lavorano insieme con l’obiettivo di distruggere batteri e virus. Di seguito sono elencati i diversi tipi, nomi e classificazioni dei globuli bianchi che troviamo nel nostro corpo:
Granulociti (neutrofili, basofili, eosinofili)
Monociti – Macrofagi
Linfociti B Linfociti T (helper, suppressor e killer)
Cellule Natural Killer
Plasmacellul
gobuli bianchi sono anche chiamati leucociti. Agiscono come singole cellule indipendenti che possono muoversi con movimenti ameboidi e distruggere o fagocitare gli agenti estranei. La maggior parte sono prodotti nel midollo osseo a partire dale cellule staminali.
Granulociti: costituiscono il 50-60% di tutti i globuli bianchi; sono di tre tipi: neutrofili, basofili ed eosinofili. Il nome granulociti deriva dal fatto che, nel loro citoplasma, sono presenti granuli che contengono diverse sostanze chimiche, diverse a seconda del tipo di cellula, che hanno la funzione di “digerire” ciò che viene fagocitato.
Monociti: costituiscono circa il 7% di tutti i leucociti. Quando i monociti sono richiamati nei tessuti diventano macrofagi.
Linfociti: son oil 30-40% di tutti i leucociti. Sono i globuli bianchi che costituiscono le chiavi operative del sistema immunitario. Si dividono in linfociti B e linfociti T. I linfociti B maturano nel midollo osseo, mentre i linfociti T maturano principalmente nel timo. La maggior parte degli organi del sistema immunitario (organi linfoidi) sono coinvolti nella crescita, sviluppo e differenziazione dei linfociti. I linfociti viaggiano attraverso il circolo sanguigno alla ricerca di cellule estranee. I linfociti B producono anticorpi per attaccare i batteri. I linfociti T invece partecipano attivamente alla battaglia. I linfociti B lavorano attraverso gli anticorpi; migliaia di diversi linfociti B sono presenti nel sangue in ogni momento, ognuno “armato” di specifici anticorpi contro un particolare microrganismo, ma in piccole quantita fino a che non vi sia contatto con un particolare microrganismo. A quell punto i linfociti B si moltiplicano molto velocemente e rilasciano grandi quantità di uno specifico anticorpo destinato ad attaccare proprio quell batterio o agente estraneo. Il processo funziona in questo modo: quando un germe entra in collisione con un linfocita B, il linfocita innesca una selezione clonale per trovare il giusto anticorpo, quindi si moltiplica e si trasforma in plasmacellula, la cellula adibita alla produzione di anticorpi, che produrra anticorpi specifici in grande quantità per attaccare il germe in questione. Gli anticorpi si attaccano all’agente estraneo e fungono da segnale per i fagociti che lo inglobano e lo distruggono. Alcuni linfociti B continuano a riprodursi anche dopo la distruzione del microrganismo e diventano “cellule memoria” che, se l’infezione dovesse ripresentarsi, sono in grado di innescare la risposta immunitaria molto più velocemente.
Linfociti T: lavorano in modo un pò diverso. Dal momento che molti microrganismi, virus o parassiti, si nascondono all’interno delle cellule, il loro compito è quello di identificare e distruggere le cellule infettate. Ci sono tre tipi di linfociti T: helper, killer e suppressor. Helper e suppressor modulano la risposta immunitaria, i killer agiscono direttamente uccidendo la cellula. I linfociti T helper sono le cellule in grado di identificare le cellule infettate e di inviare il segnale di allarme. I linfociti T killer sono quelli che, una volta identificate le cellule, si muovono verso di esse e le distruggono. La chiave di riuscita di questo meccanismo è legata al fatto che le cellule infettate esprimono sulla superficie antigeni anormali. Quando i linfociti T helper entrano in contatto con queste molecole espresse sulla superficie e le riconoscono come non-self o come alterate, inducono la formazione di citochine che innescano la risposta immunitaria e portano alla distruzione della cellula. Tra i segnali indotti dale citochine specifiche vi è la proliferazione dei linfociti T killer che vanno a legarsi alla cellula e la distruggono. Come per i linfociti B, anche i linfociti T hanno alcune cellule che permangono per attaccare più velocemente le cellule nel caso in cui l’infezione si ripresentasse. Anche le cellule tumorali esprimono sulla superficie antigeni anormali e nello stesso modo vengono riconosciute e distrutte da un sistema immunitario adeguatamente funzionante.